Rebalix è uno strumento di disciplina, non un consulente. Non ti dice cosa fare, non valuta se le tue scelte sono buone, non predice rendimenti. Calcola, mostra, e segnala gli scostamenti dalle regole che hai impostato tu.
Lo stesso principio vale per le regole di adeguamento del PAC, che aumentano i versamenti nei ribassi secondo le soglie che imposti: sono un modo per applicare con disciplina una tua decisione, non una previsione né una strategia per ottenere rendimenti superiori. La ricerca non dimostra che modulare i versamenti in base ai ribassi migliori i risultati rispetto a un investimento costante.
Per fare bene questo lavoro, le metriche devono essere comparabili nel tempo, riproducibili, e basate su definizioni che non cambiano in silenzio. Le formule che usiamo sono quelle standard del settore — XIRR, TWR, Modified Dietz, drawdown da picco — non versioni “Rebalix” reinterpretate.
Quello che è specifico di Rebalix non sono le formule: è come, dove e quando queste metriche entrano nel tuo flusso di lavoro. La formula di un XIRR la trovi su Wikipedia. Una pagina Performance che lo mostra accanto al TWR, o una Proiezione che affianca il Required CAGR aggiornato all'inflazione attesa alla probabilità di raggiungere il tuo obiettivo, no.
Rendimento, cumulativo vs annualizzato, YTD vs Lifetime, nominale vs reale
XIRR, MWR YTD, Required CAGR
TWR annualizzato e cumulativo, soglia 90 giorni
Max Drawdown, Recovery, Volatilità, Sharpe, Sortino
Ipotetico vs versamenti reali, 7 metriche simmetriche, like-for-like
TER incluso nel NAV, commissioni broker
Rendimento nominale vs reale, backward e forward
ECB MRO come riferimento
Piano vs transazioni, target a due livelli, solo acquisti, prelievo, glide
Proiezione deterministica, Required CAGR, Monte Carlo (bootstrap/parametrico, reale, glidepath)
Curva rischio/rendimento dei tuoi fondi, Ledoit-Wolf, James-Stein, risk-parity
Se queste parole le hai già metabolizzate, salta alla sezione successiva. Se invece «cumulativo», «annualizzato», «nominale», «reale» ti suonano vagamente familiari ma non sai dire la differenza al tavolo, leggi qui: i 5 minuti che spendi adesso ti fanno capire tutto il resto della pagina.
Hai investito 100€. Un anno dopo ne hai 110€. Hai guadagnato 10€ sui 100€ di partenza: il tuo rendimento è +10% nell'anno.
La formula è semplice: rendimento = (valore finale - valore iniziale) / valore iniziale. Il risultato si esprime in percentuale per essere confrontabile fra investimenti di taglie diverse.
I primi due rendimenti sono uguali in %, diversi in €. Il terzo è negativo: hai perso il 5% del capitale iniziale.
Hai investito 1.000€. Dopo 4 anni ne hai 1.350€. Hai guadagnato 350€ sul capitale: il rendimento cumulativo è +35%. Questa è la somma totale del periodo.
Ma «+35% in 4 anni» non è immediatamente confrontabile con «+8% in 1 anno». Per questo si usa il rendimento annualizzato: il tasso annuo medio che, capitalizzato per 4 anni, produce lo stesso risultato totale.
Nel nostro esempio: +35% cumulativo in 4 anni equivale a circa +7,8% annualizzato. Cioè: 7,8% all'anno per 4 anni, composto, fa 35%. Non è una media aritmetica, è una media geometrica: tiene conto del fatto che il rendimento dell'anno 2 si applica al capitale già cresciuto nell'anno 1.
YTD sta per «Year To Date»: dall'inizio dell'anno corrente fino ad oggi. Se oggi è il 15 maggio, YTD copre 4 mesi e mezzo: 1° gennaio → oggi.
Lifetime significa «vita intera del portafoglio»: dalla prima transazione che hai inserito fino ad oggi. Se hai aperto il portafoglio nel 2022, Lifetime copre 4 anni.
YTD è il numero che confronti con i benchmark dell'anno («come sta andando il mercato quest'anno?»). Lifetime è il numero che misura la tua disciplina nel tempo («sto rispettando il piano dall'inizio?»). Servono entrambi.
Hai investito 1.000€ nel 2022. Oggi ne hai 1.200€. Il rendimento nominale è +20%. Numero giusto matematicamente, ma incompleto.
Nello stesso periodo, l'inflazione in Italia è stata circa il 16%. Significa che gli stessi prodotti che nel 2022 costavano 1.000€, oggi costano ~1.160€. Il tuo capitale è cresciuto in numero, ma il suo potere d'acquisto reale è cresciuto molto meno.
Il rendimento reale (= netto inflazione) toglie l'effetto della perdita di potere d'acquisto. Nel nostro esempio: +20% nominale - 16% inflazione = circa +3,4% reale. Quello che davvero hai «guadagnato» in termini di cose che puoi comprare con i tuoi soldi.
Un BTP che paga il 4% nominale, con inflazione al 5%, ti fa perdere potere d'acquisto: rendimento reale -1%. Non basta vedere i numeri verdi: bisogna vedere quanto cresce davvero il valore dei tuoi soldi.
Su Rebalix attivi il toggle «Inflation adjusted» sotto al chart e nelle tabelle metriche per vedere ogni numero anche nella sua versione reale.
Combinando i concetti sopra, ottieni una matrice di metriche tutte legittime ma con scopi diversi. Rebalix le mostra tutte per non costringerti a scegliere quale è quella «giusta»: la scelta dipende dalla domanda che ti stai facendo.
| Metodologia | Unità | Periodo | Nominale/Reale |
|---|---|---|---|
| TWR | Annualizzato | Lifetime + YTD | Entrambi |
| TWR | Cumulativo | Lifetime + YTD | Entrambi |
| MWR | Annualizzato (=XIRR) | Lifetime + YTD | Entrambi |
| MWR | Cumulativo | Lifetime + YTD | Entrambi |
Cosa sono TWR e MWR è spiegato nelle sezioni 01 e 02 qui sotto. La differenza fra le due è la domanda fondamentale dell'investitore retail.
Confondere le due cose è la prima causa di delusione degli investitori retail. Un PAC iniziato due mesi prima di un crollo del 20% può avere un rendimento personale pessimo per anni — anche se la strategia sta facendo esattamente quello che era previsto facesse.
“Quanto stanno rendendo i miei soldi reali, considerando quando e quanto ho versato?” Sensibile al timing dei tuoi versamenti.
“Come si sta comportando il piano che ho scelto, indipendentemente dal mio timing?” Misura i rendimenti puri degli strumenti.
Cliccando una riga di "Performance per strumento" si apre il grafico del fondo con le stesse due metriche, su due linee:
La distanza tra le due linee è quanto il tuo timing (e il cambio) ti ha avvicinato o allontanato dal fondo. L'asse è in percentuale, quindi le due valute convivono.
Considerando esattamente quanto e quando hai versato.
Cosa misura. L'XIRR (Internal Rate of Return su flussi a date irregolari) è il rendimento annualizzato che spiega come 100€ versati in date diverse siano diventati X€ oggi. È la metrica più onesta di “come sta andando per te”.
Perché serve. A differenza di un rendimento medio dei tuoi ETF, l'XIRR pesa correttamente i versamenti grandi (= contano molto) e i versamenti recenti (= pesano poco perché hanno avuto poco tempo di rendere). È il numero che useresti per confrontare il tuo PAC con un fondo di investimento alternativo.
Marco fa un PAC di 250€/mese su SWDA da 18 mesi. Ha versato in totale 4.500€. Oggi il portfolio vale 4.920€.
Cosa misura. Il rendimento money-weighted dal 1° gennaio dell'anno corrente a oggi.
Perché serve. È il numero che probabilmente confronterai con i benchmark di mercato YTD che trovi sui siti finanziari. Attenzione: quello che vedi su quei siti è di solito un rendimento time-weighted dell'indice, mentre il tuo è money-weighted sui tuoi versamenti. Se hai versato pesantemente a metà anno, i due numeri saranno diversi anche se il tuo portfolio ha esattamente l'andamento del benchmark.
Lo stesso Marco, sul suo PAC SWDA. Da gennaio a oggi (8 mesi):
La differenza non è “il portfolio sta andando peggio del benchmark”. È che Marco ha versato 250€/mese, quindi i suoi soldi sono stati esposti al mercato in media solo per ~4 mesi, non 8.
Cosa misura. Una variante del rendimento money-weighted annualizzato. Invece di risolvere un'unica equazione XIRR su tutti i flussi del periodo, divide il periodo in sotto-periodi mensili, calcola il Modified Dietz di ogni mese, e li lega geometricamente in un rendimento composto.
Perché serve. È lo standard CFA / GIPS per la presentazione dei rendimenti dei fondi di investimento. Per un investitore retail con PAC regolare i due numeri (XIRR puro vs Linked Modified Dietz) sono quasi sempre vicini. Le differenze emergono quando ci sono flussi grandi e concentrati, dove XIRR puro può risultare più instabile mentre Linked Modified Dietz, scomponendo il problema in finestre mensili, è numericamente più robusto.
Marco con il suo PAC SWDA di 250€/mese su 18 mesi:
Differenza tipica per PAC regolari: pochi decimi di punto percentuale. Su flussi grandi e concentrati il delta può salire a 1-2 punti percentuali; le due metriche raccontano la stessa storia da angolazioni numericamente diverse.
La scelta di Rebalix. Per i tuoi numeri Rebalix usa XIRR puro perché modella esattamente quando hai investito, risolvendo un'unica equazione sui tuoi flussi reali. Linked Modified Dietz è la convenzione classica CFA/GIPS, ottimale per la gestione di migliaia di fondi standardizzati, ma per un portafoglio retail con poche centinaia di transazioni la rappresentazione XIRR è più fedele al tuo flusso reale. Le due metriche sono comunque quasi identiche per un PAC regolare (decimi di punto percentuale).
Cosa misura. L'Investor Gap è la differenza matematica tra il rendimento personale (MWR) e quello della strategia (TWR). Misura quanta parte del tuo rendimento dipende da quando hai investito, oltre che da cosa hai scelto come asset allocation.
Da dove nasce. Il concetto deriva dagli studi industriali Morningstar Mind the Gap e Dalbar QAIB, che misurano sistematicamente la differenza tra il rendimento dei fondi e quello effettivamente realizzato dagli investitori. Negli studi di Morningstar gli investitori USA medi realizzano rendimenti 1-2% annui inferiori a quelli dei fondi in cui investono, principalmente per timing dei versamenti.
Formula. Investor Gap = MWR Lifetime annualizzato − TWR Lifetime annualizzato. Un gap positivo significa che i tuoi versamenti sono stati cronologicamente collocati in periodi favorevoli rispetto alla strategia «lump sum equivalente». Un gap negativo, l'opposto.
Rebalix mostra il valore aggregato dell'Investor Gap solo quando |gap| supera una soglia di rilevanza (4 punti percentuali). Sotto questa soglia il gap è statisticamente rumore: pochi decimi non sono distinguibili dalla normale variabilità di calcolo. Aggregarlo in un singolo numero darebbe falsa precisione. Sopra soglia il gap diventa materiale e viene mostrato esplicitamente, sempre accompagnato dal contesto delle due metriche di partenza (MWR e TWR).
Come interpretarlo. L'Investor Gap descrive il passato, non predice il futuro. Un gap positivo non significa che continuerai ad avere timing favorevole (regression to mean). Il gap può derivare da: skill consapevole (comprare quando il mercato scende), fortuna (aver iniziato a investire in un periodo strutturalmente favorevole), o effetti meccanici (un PAC regolare diluisce automaticamente il timing).
Rebalix non interpreta il gap al posto tuo: ti mostra il numero quando è materiale e ti rimanda alla tua riflessione personale. È uno strumento di consapevolezza, non un giudizio.
Cosa misura. Dato il tuo capitale attuale, l'orizzonte temporale residuo, i contributi futuri previsti (PAC) e il tuo obiettivo finale in €, qual è il rendimento annualizzato che il tuo portfolio dovrebbe generare per arrivare a quell'obiettivo. È una metrica forward-looking: guarda avanti, non indietro. La trovi nella pagina Proiezione, affiancata alla simulazione Monte Carlo (sez. 09).
Perché serve. Trasforma un obiettivo astratto (“voglio 500k a 60 anni”) in un parametro concreto: un tasso annuo che puoi confrontare con i rendimenti storici dei mercati azionari globali (~5% reale annualizzato sul lungo periodo nei dati storici globali di Dimson-Marsh-Staunton — l’azionario USA ha reso ~6,5%, ma è un’eccezione storica, non la norma globale). Rebalix mostra il numero senza interpretarlo: l’eventuale valutazione di compatibilità con l’obiettivo spetta a te e, se necessario, a un consulente finanziario qualificato.
Marco ha 80.000€ oggi, vuole 350.000€ tra 20 anni, contribuisce 300€/mese.
Il primo dice “se ho 350.000€ nominali tra 20 anni mi sento a posto”. Il secondo dice “voglio che il mio capitale abbia un potere d'acquisto equivalente a 350.000€ di oggi”. Quasi sempre il secondo è quello rilevante.
Separato dalle tue decisioni di timing.
Cosa misura. Il rendimento del tuo portfolio come se fosse un fondo unico. Ignora i tuoi versamenti e prelievi: si concentra sul fatto che, ogni giorno, gli ETF che hai dentro hanno reso X.
Perché serve. Risponde alla domanda “il portfolio che ho costruito è una buona macchina?” — domanda diversa da “sto guadagnando soldi?”. Due investitori che comprano lo stesso ETF MSCI World ma versano in mesi diversi avranno lo stesso TWR ma XIRR diversi. È lo stesso tipo di rendimento che vedi pubblicato come performance ufficiale di un fondo.
Marco e Giulia comprano lo stesso SWDA per 12 mesi. Marco versa 250€/mese ogni mese. Giulia versa 3.000€ a gennaio in unico colpo.
Il TWR è uguale perché lo strumento è lo stesso. Gli XIRR differiscono perché Giulia ha esposto al mercato 3.000€ per 12 mesi pieni, Marco gradualmente.
Il TWR si mostra in due forme. Cumulativo: la crescita totale del periodo (es. +35% in 4 anni). Annualizzato: il tasso annuo medio equivalente (es. +7,8% all'anno per 4 anni, che compounded fa lo stesso +35%).
Il cumulativo coincide con la «Variazione totale» del chart in modalità All. L'annualizzato è confrontabile con i rendimenti pubblicati di indici e fondi. Stesso TWR, due unità di misura per scopi diversi.
Cosa rappresenta. La curva oro nel chart Performance. Per ogni giorno mostra il rendimento money-weighted cumulato fino a quel giorno, considerando tutti i versamenti che hai fatto fino a quel punto.
Perché serve. Il TWR daily (la curva verde/rossa sotto) racconta come si comporta lo strumento mercato giorno per giorno: oscilla violentemente nei drawdown, recupera velocemente. La curva MWR Capital-Weighted racconta come si comporta il tuo portafoglio personale: meno volatile, perché ogni nuovo versamento amplia la base di capitale e dilusce l'impatto percentuale dei movimenti. Sovrapposte, le due curve rispondono insieme a due domande coesistenti: «come si muove il mercato?» e «come si muovono i miei soldi?».
Anna investe in MSCI World con PAC mensile da 3 anni. A marzo il mercato crolla del 12%. Lei continua a versare durante il calo.
Due numeri, due verità coesistenti. Il TWR misura la macchina mercato: è caduta del 12%. Il Capital-Weighted misura il portafoglio di Anna: è caduto del 7% perché i nuovi versamenti durante il calo hanno comprato a sconto, attutendo l'impatto. La curva oro racconta la storia personale dell'investitore disciplinato.
Formula: MWR(t) = (V(t) − V₀ − inv(t)) / (V₀ + inv(t)) — dove V(t) è il valore del portafoglio al giorno t, V₀ è il valore al primo giorno del periodo, e inv(t) sono i versamenti netti accumulati fino a t.
L'ultimo punto della curva coincide al centesimo con il MWR cumulativo riportato nella tabella Performance, per costruzione algebrica.
Sotto i 90 giorni di storia, il TWR è poco più che rumore: un singolo giorno di mercato volatile può spostarlo del 30%. Rebalix calcola il TWR internamente fin dal primo giorno, ma lo mostra in dashboard solo dopo 90 giorni.
Non è un dato nascosto: è un dato non ancora utile. Coerente con il principio per cui un numero rumoroso fa più danno di nessun numero.
Le metriche che misurano la severità delle cadute storiche e il costo del recupero.
Cosa misura. La massima caduta percentuale dal picco precedente al fondo successivo, calcolata sull'intera storia del portfolio. È la metrica di rischio più intuitiva e psicologicamente rilevante: ti dice quanto avresti dovuto sopportare di “rosso” per essere arrivato dove sei oggi.
Perché in € oltre che in %. Un drawdown del −22% suona astratto. Sapere che il tuo portfolio è arrivato a perdere −17.600€ rispetto al picco è la forma in cui la cifra effettivamente colpisce. Rebalix mostra entrambi.
Il PAC di Marco ha avuto picco a 4.950€ a metà gennaio, è sceso a 4.290€ a inizio marzo. Max Drawdown: −13,3% (= −660€).
Cosa misura. I giorni di calendario trascorsi dal picco al primo giorno in cui il portfolio torna sopra quel picco. Risposta operativa alla domanda “quanto ci ho messo a rimettermi?”.
Perché serve. Un drawdown del −15% recuperato in 3 mesi è una cosa. Lo stesso drawdown recuperato in 4 anni è un'altra. Il Recovery Period separa la severità della caduta dal costo psicologico ed economico della stessa.
Sempre Marco. Drawdown −13,3% iniziato il 14 gennaio, fondo il 4 marzo, recupero del picco l'8 maggio. Recovery Period = 114 giorni (di cui 49 in discesa, 65 in risalita).
Cosa misura. La deviazione standard dei rendimenti giornalieri del portfolio, scalata su base annua. Indicatore sintetico di “quanto oscilla” il valore del portfolio.
Perché va presa con le pinze. Tre limiti rilevanti che è onesto dichiarare:
Per questo Rebalix mostra la volatilità, ma dopo drawdown e recovery period, non prima.
Sharpe. Il rendimento in eccesso rispetto al risk-free rate, normalizzato per la volatilità totale del portfolio. Risponde a: “sto venendo pagato abbastanza per il rischio che corro?”. Più il valore è alto, più il portafoglio è stato remunerativo rispetto al rischio sostenuto nel periodo misurato.
Sortino. Stessa logica dello Sharpe, ma usa solo la downside deviation (= volatilità dei rendimenti negativi). Misura il rendimento in eccesso rispetto al risk-free considerando solo le oscillazioni sotto la soglia minima accettabile (MAR), ignorando le oscillazioni in salita.
Portfolio con TWR annualizzato 14,2%, tasso BCE (risk-free) 3,0%, volatilità totale 12,0%, downside deviation 7,5%.
Il Sortino è sempre ≥ Sharpe, perché penalizza solo le oscillazioni “cattive”. La differenza fra i due numeri ti dice quanto rumore “buono” c'è nella tua volatilità totale.
mean × 252 per il rendimento e stddev × √252 per la volatilità. Coerente con lo standard GIPS e con tutto il resto del prodotto (Volatility, Max Drawdown, Equity Curve).Hai guadagnato? Probabilmente sì. Ma la domanda che separa l'investitore disciplinato dall'investitore fortunato è: hai guadagnato più o meno di quanto avresti guadagnato seguendo una strategia banale e disciplinata? È a questa domanda che risponde la pagina Confronto benchmark.
Cosa è. Una «barra di riferimento»: un portafoglio teorico, semplice e disciplinato, contro cui confrontare la tua performance. Tipicamente un mix di indici globali (es. 60% azionario mondiale + 40% obbligazionario europeo) replicato in modo meccanico, senza decisioni discrezionali.
Perché serve. Da solo, un rendimento «+15%» non dà informazioni sul contesto. Lo stesso +15% può essere un numero alto se il mercato di riferimento ha reso +5%, basso se ha reso +25%. Il benchmark fornisce il contesto: indica quanto avresti ottenuto seguendo una strategia disciplinata standard, e ti permette di valutare il tuo percorso (selezione strumenti, timing, ribilanciamento) rispetto a quella baseline.
Un portafoglio ha guadagnato il 15% in 3 anni.
Se un PAC banale 60/40 sullo stesso periodo ha reso il 20%, il rendimento è inferiore di 5 punti percentuali rispetto al benchmark.
Se ha reso l'8%, il rendimento è superiore di 7 punti percentuali rispetto al benchmark.
Lo stesso numero (+15%), letture diverse rispetto al contesto di mercato.
Filosofia: il confronto onesto. La maggior parte degli strumenti di tracking confronta due curve normalizzate: prende il tuo portafoglio e il benchmark, li fa partire entrambi da 100, e disegna due linee. Pulito matematicamente, ma astratto: cancella i tuoi flussi reali e finge che tu abbia investito tutto in un colpo solo.
Rebalix fa diverso. Confronta la tua realtà (= rendimento money-weighted calcolato dalle tue transazioni effettive, con i timing dei tuoi versamenti) contro una simulazione disciplinata del benchmark (= un PAC ipotetico configurabile su quel benchmark, ribilanciato secondo regole esplicite). Le due curve mostrano cose diverse perché sono cose diverse: tu sei tu, il benchmark è una versione idealizzata del mercato.
Portafoglio reale di esempio, periodo 2023-2026, confrontato con benchmark «60/40 Classico» con PAC ipotetico:
| Metrica | Portafoglio | 60/40 Classico |
|---|---|---|
| XIRR (annualizzato) | +13,52% | +11,31% |
| Rendimento cumulativo | +15,92% | +20,12% |
Apparentemente contraddittorio: l'XIRR del portafoglio è più alto, ma il rendimento cumulativo è più basso. Non è un errore. Il portafoglio reale ha avuto un timing dei flussi favorevole (= versamenti distribuiti in modo da capitalizzare bene sulle fasi di mercato), per questo il tasso annualizzato money-weighted è superiore. Il benchmark simulato però ha iniziato a investire dal primo giorno del periodo (= PAC ipotetico dall'inizio), quindi su un capitale totale «in gioco» più alto, ha generato un rendimento percentuale maggiore. Due verità coesistenti, due risposte a due domande diverse.
Il limite del confronto qui sopra. Il PAC ipotetico inizia a investire dal primo giorno del periodo, mentre il tuo portafoglio reale è stato costruito gradualmente. Il confronto sul rendimento cumulato premia così meccanicamente chi ha avuto più capitale esposto più a lungo, non chi ha scelto meglio gli strumenti — e le due curve possono divergere parecchio pur con scelte di valore.
La soluzione. In modalità «Versamenti reali» applichiamo all'indice i tuoi stessi versamenti — identici per importo e data — su tutta la tua storia. A quel punto la cassa è la stessa per entrambi: l'unica variabile che cambia sono gli asset. Le due linee partono appaiate da 0% e qualunque distanza è attribuibile solo alla scelta degli strumenti. È la risposta più pulita alla domanda «ho battuto l'indice?».
Stessi versamenti, un portafoglio reale e il 60/40: l'XIRR money-weighted può risultare pari, ma lo Sharpe e il Sortino più alti per il portafoglio. Vuol dire che gli strumenti scelti hanno reso di più per unità di rischio (misura time-weighted), anche se sul money-weighted il vantaggio si annacqua perché la parte buona è arrivata quando il capitale esposto era minore. Due lenti complementari: il timing dei versamenti è circostanza, il risk-adjusted parla delle scelte.
Questa modalità copre sempre tutta la tua storia (dalla prima transazione): il selettore di periodo non si applica.
Cosa misura. Il confronto è simmetrico: stesse 7 metriche per il tuo portafoglio e per il benchmark, ricalcolate sul periodo scelto. Sono esattamente le stesse di Performance (sezioni 01-03 di questa pagina), applicate al subset di transazioni nel periodo selezionato.
| Metrica | Cosa ti dice |
|---|---|
| Rendimento cumulativo | Quanto è cresciuto in totale, sul capitale che hai messo in gioco |
| XIRR annualizzato | Il tasso annuo medio, pesando il timing dei tuoi versamenti |
| Max Drawdown daily | La peggior caduta peak-to-trough nel periodo, su valori giornalieri |
| Max Drawdown monthly | Stessa caduta vista su valori di fine mese (= meno rumorosa, simile a quello che vedi controllando ogni tanto) |
| Volatilità annua | Quanto oscilla il valore — più alto, più nervi serve |
| Sharpe ratio | Sei stato pagato abbastanza per il rischio che hai corso? |
| Sortino ratio | Stessa domanda dello Sharpe, ma considera solo le oscillazioni in negativo |
Perché stesse 7 metriche. Per leggibilità. Se confronti un Sharpe con un altro Sharpe sai cosa stai guardando. Se confronti un Sharpe con una «varianza alfa di Jensen» devi prima ricordarti cosa significano entrambi. Niente metriche esclusive del benchmark, niente metriche esclusive del portafoglio: simmetria.
Cosa è il ribilanciamento. Se hai impostato un portafoglio 60% azionario / 40% obbligazionario, dopo un anno di mercato volatile potresti ritrovarti con 70/30 (= il mercato azionario è salito di più). Il ribilanciamento è l'operazione di vendere un po' di quello cresciuto e comprare un po' di quello sceso per tornare al 60/40 originale. Riporta il portafoglio alla composizione dichiarata.
Le 4 opzioni che Rebalix simula sul benchmark.
| Strategia | Cosa significa |
|---|---|
| Nessuno | Acquista e dimentica. Il benchmark si lascia «driftare» per tutto il periodo. |
| Mensile | Ribilanciamento ogni 30 giorni. Massima frequenza, ma in un PAC reale comporta molte operazioni. |
| Semestrale | Ribilanciamento ogni 6 mesi. |
| Annuale default | Una volta all'anno. |
Frequenze diverse di ribilanciamento comportano trade-off diversi: il ribilanciamento più frequente comporta più operazioni (= più commissioni broker, più eventi fiscali); quello meno frequente lascia che l'allocazione del portafoglio si discosti maggiormente da quella iniziale.
L'annuale è la scelta editoriale di Rebalix come valore predefinito, modificabile in qualsiasi simulazione.
Ogni frequenza ha senso in funzione dell'orizzonte temporale, del livello di operazioni accettabili e delle preferenze fiscali del singolo: la scelta finale resta dell'utente.
(V_finale − V_iniziale − flussi_netti_periodo) / (V_iniziale + flussi_netti_periodo). È una semplificazione di Modified Dietz senza pesi temporali dei flussi — per un PAC distribuito uniformemente l'errore è tipicamente < 0,5 punti percentuali.mean × 252 e stddev × √252. Usano una finestra mobile di 3 anni — gli ultimi 3 anni del periodo, o tutta la storia se più corta — coerente con la pagina Performance; il Max Drawdown qui sotto resta invece sull'intero periodo. Quando la storia condivisa è ancora corta, valgono le stesse fasce della pagina Performance (sotto i 12 mesi Sharpe e Sortino non vengono mostrati).Usato il tasso MRO BCE medio ponderato sui 12 mesi antecedenti la fine del periodo scelto. È la stessa convenzione della sezione Performance — scelta intenzionale per coerenza: stesso risk-free, stessa unità di tempo, numeri comparabili tra le due pagine.
Trade-off onesto: se scegli un periodo molto lungo (es. 10 anni), il risk-free riflette solo gli ultimi 12 mesi, non l'intero arco. Per portafogli con storia recente questo è irrilevante; per audit storici lunghi è un limite da tenere a mente.
Due voci diverse che agiscono in due modi diversi sui rendimenti.
Cosa è. Il TER (Total Expense Ratio) è la commissione annua dell'ETF. È già sottratto dal NAV (= il prezzo di chiusura giornaliero che vedi sulle borse) dal gestore. Quindi: quando vedi che SWDA fa +12% in un anno, quel +12% è già al netto del TER (~0,20%).
Perché lo mostriamo lo stesso. Per comparabilità nel ribilanciamento: scegliere fra due ETF su MSCI World con TER 0,20% vs 0,12% non è una micro-ottimizzazione. Su 30 anni di accumulo, 8 punti base composti diventano 2-3% del capitale finale. Rebalix mostra il TER nella scheda strumento e nella tabella holding, ma non lo sottrae di nuovo dai rendimenti (sarebbe doppio-conteggio).
Cosa sono. Le commissioni che paghi al tuo broker per ogni acquisto e ogni vendita. Variabili: dai 0€ di alcuni broker fino a decine di € per acquisto su pacchetti non-flat.
Come entrano nei calcoli. In ogni transazione che inserisci puoi indicare la commissione. Da quel momento:
Conseguenze:
Un 6% nominale e un 6% reale sono due cose diverse. Rebalix mostra entrambi, calcolati sull'inflazione del paese di riferimento che hai scelto in onboarding.
Quando attivi «Inflation Adjusted» nella pagina Performance, vedi i tuoi rendimenti storici riportati in € di oggi. Così sai quanto sono cresciuti davvero i tuoi soldi, al netto dell'inflazione del tuo paese.
Un portfolio cresciuto del +20% nominale in 4 anni, con inflazione cumulata del 12% nel paese scelto, in termini reali è cresciuto del ~7%.
Per attualizzare un obiettivo futuro (500.000€ tra 15 anni in € di oggi), Rebalix usa la media YoY degli ultimi 12 mesi disponibili dell'HICP del paese che hai scelto in onboarding.
Niente default editoriali, niente forecast: il numero usato è sempre quello effettivamente realizzato negli ultimi 12 mesi. Quando esce un nuovo dato Eurostat, il valore si aggiorna automaticamente.
netto inflazione · media 12 mesi · Italia · mag 2025–apr 2026
Tra il 2022 e il 2024 l'inflazione cumulata in Italia è stata del ~16%, in Germania ~14%, in Svizzera ~5%. Usare un'unica media Eurozona (~13%) significa raccontare una storia sbagliata a due investitori su tre.
Per questo Rebalix non aggrega: legge la serie HICP del paese che hai scelto e la usa per ogni metrica reale, storica e prospettica. Così il rendimento reale che vedi è quello che conta davvero per il tuo potere d'acquisto.
Paese di riferimento. Lo scegli in onboarding. Copertura: paesi UE + Regno Unito + Svizzera. Puoi cambiarlo in qualsiasi momento dalle impostazioni del piano: tutte le metriche reali (storiche e prospettiche) vengono ricalcolate sulla nuova serie HICP.
Termine di confronto per Sharpe, Sortino e Required CAGR Inflation Adjusted.
Rebalix usa il tasso MRO della BCE come risk-free di riferimento per tutti i calcoli che ne richiedono uno. Il valore viene aggiornato settimanalmente.
Perché MRO e non altro. Le alternative tipiche hanno limiti:
L'MRO è il tasso di riferimento “ufficiale” della BCE, quello che viene comunicato nei meeting e che fa muovere i mercati. È stabile come definizione, è pubblico, ed è il numero che un investitore retail europeo riconosce immediatamente.
Rebalix non esegue ordini e non sceglie cosa comprare. Calcola, sui target che hai impostato tu, come muoverti per riavvicinarti — e ti lascia decidere ed eseguire dal tuo intermediario.
Immagina ogni categoria come un bicchiere con una riga che dice quanto dovrebbe essere pieno (il tuo target). Quando versi, l'acqua nuova va solo nei bicchieri sotto la riga, di più in quelli più vuoti; non si svuota mai un bicchiere pieno (= non si vende) e non si supera la riga — quel che avanza resta cassa.
E se due bicchieri sono «gemelli»? Se tieni due ETF nella stessa categoria — per esempio due sull'oro che insieme valgono il 15% — condividono un solo ripiano: contano insieme verso quel 15%. Se uno è già pieno, all'altro arriva solo il poco che resta sotto il ripiano; per riempirlo davvero servirebbe vendere il gemello, e i soli acquisti non lo fanno.
Il ribilanciamento è un calcolo, non un'esecuzione. Rebalix mostra quante quote servirebbero per riavvicinarti ai tuoi target; tu esegui gli ordini dal tuo intermediario; il portafoglio si aggiorna davvero solo quando registri le transazioni reali(coi prezzi e le quantità effettivi, che non sono mai esattamente quelli del piano). Non è una raccomandazione d'investimento: è l'aritmetica del piano che hai definito tu.
I tuoi target vivono su due livelli, esattamente come li imposti in configurazione: prima decidi quanto pesa ogni asset class (es. Azionario 50%, Obbligazionario 35%, Oro 15% — sommano a 100%), poi splitti ogni classe su uno o più ETF (la somma degli ETF di una classe è uguale al target di quella classe). Puoi quindi tenere più ETF nella stessa classe — per esempio due ETF oro che insieme fanno il 15% — come scelta voluta. Il ribilanciamento rispetta entrambi i livelli: i pesi dei singoli ETF e il totale della classe.
Quando versi, Rebalix divide l'importo tra gli ETF sotto target, in proporzione a quanto manca a ciascuno, comprando quote intere e rispettando la soglia minima per ordine che hai impostato. Non vende nulla e non porta nessun ETF oltre il suo target. Solo acquisti significa zero plusvalenze realizzate: il modo più semplice — e a costo fiscale nullo — di riavvicinarsi ai target è versare su chi è rimasto indietro.
Più ETF nella stessa classe. Se una classe è già al suo target, Rebalix non compra altro in quella classe: comprare il membro sottopeso sforerebbe il totale che hai scelto. Riequilibrare dentrola classe (un ETF sopra, l'altro sotto) richiede una vendita, cosa che i soli acquisti non fanno.
Comprando non si può ridurre un ETF sovrappeso: finché non vendi, un asset sopra target rientra solo man mano che il portafoglio cresce e i nuovi versamenti ne diluiscono il peso. Rebalix te lo dice in chiaro — di quanto dovrebbe crescere il portafoglio perché tutto rientri nei target comprando soltanto, e quanto sei già vicino. Il vincolo è sempre l'asset più sovrappeso.
È lo specchio del versare. Quando ti serve liquidità, l'acqua si toglie dai bicchieri più pieni (sopra la riga) — così vendere ti riallineainvece di sbilanciarti. I bicchieri sotto la riga si lasciano stare; se i più pieni non bastano a raggiungere l'importo, si intacca anche il resto, dichiarandolo.
Preleva. Se questo mese non versi, anzi ti serve liberare liquidità, indichi quanto e Rebalix calcola cosa vendere — dai sovrappeso per primi, così il prelievo ti riallinea invece di sbilanciarti — garantendo di raccogliere almeno l'importo richiesto.
Glide path. Se hai impostato un glide path, i target del ribilanciamento sono quelli di oggi lungo la tua traiettoria, non quelli di partenza. La pagina Allocazione mostra gli stessi target risolti: le due viste non divergono.
Avvisi. Se l'hai scelto, Rebalix ti avvisa quando un ETF supera la soglia di scostamento che hai impostato (es. ±5%) dal suo target. È un promemoria per verificare, non un ordine di agire.
Rebalix non fornisce consulenza finanziaria né fiscale. Le quantità derivano dai target che hai scelto tu; vendere può avere implicazioni fiscali che dipendono dal tuo Paese e dal tuo intermediario, e che Rebalix non calcola. Ribilanciare non garantisce rendimenti superiori. Le decisioni di investimento sono esclusivamente tue.
Riferimento veloce per chi cerca solo la definizione di una sigla.
Rendimento del puro effetto del mercato sul portafoglio, neutralizzando i versamenti. Confrontabile con benchmark di indici e fondi.
Rendimento effettivo sul capitale che hai impiegato, considerando il timing dei versamenti. Misura quanto sei diventato più ricco.
MWR annualizzato per flussi di cassa a date irregolari. È il numero che useresti per confrontare il tuo PAC con un fondo alternativo.
Tasso di crescita annuo composto. È il rendimento annualizzato di un investimento, calcolato come media geometrica.
Dall’inizio dell’anno corrente fino ad oggi. Usato per metriche del solo anno in corso.
Strategia di investimento con versamenti periodici (es. mensili). Diluisce il rischio di timing distribuendo gli acquisti nel tempo.
Fondo di investimento quotato in borsa, scambiabile come un’azione. Replica un indice o una strategia con costi tipicamente bassi.
Direttiva UE che regola i fondi di investimento aperti al retail. Gli ETF UCITS sono i fondi conformi a questa normativa, distribuiti legalmente in Europa.
Valore patrimoniale netto di un ETF: somma di tutti gli asset del fondo, divisi per il numero di quote. È il prezzo «ufficiale» quotato giornalmente.
Commissione annua dell’ETF, già sottratta dal NAV. Su 30 anni di accumulo, anche piccole differenze (es. 0,20% vs 0,12%) hanno impatto rilevante.
Tasso di riferimento della BCE per le operazioni di rifinanziamento principale. Usato in Rebalix come risk-free per Sharpe, Sortino e Required CAGR.
Indice dei prezzi al consumo armonizzato a livello europeo (Eurostat). Usato come misura ufficiale dell’inflazione per ogni paese UE.
Sinonimo di HICP nel contesto Rebalix. Indice dei prezzi al consumo che misura l’inflazione percepita dalle famiglie.
Standard internazionale di calcolo delle performance di investimento, pubblicato dal CFA Institute. Garantisce comparabilità e trasparenza.
Soglia minima di rendimento accettabile, usata nel Sortino Ratio per distinguere oscillazioni «buone» da quelle «cattive». In Rebalix corrisponde al risk-free MRO BCE.
Direttiva UE che regola la prestazione di servizi di investimento. Rebalix non fornisce servizi di consulenza ai sensi della MiFID II.
Banca centrale dell’Eurozona. Stabilisce la politica monetaria e i tassi di riferimento dell’euro.
Se la pagina Performance guarda al passato, la pagina Proiezione guarda al futuro del tuo piano verso l'obiettivo. Lo fa su due livelli: una proiezione deterministica (un'ipotesi di rendimento → una traiettoria) e una probabilistica (Monte Carlo). Entrambe sono analisi di scenario, non una previsione né una promessa di rendimento.
Cosa fa. Scegli un'ipotesi di rendimento reale annuo (prudente, medio, ottimistico, o un valore tuo) e Rebalix simula la crescita del capitale versamento dopo versamento, fino a stimare l'anno in cui raggiungi l'obiettivo. È una linea sola: serve al «se rendo X, arrivo nel ____».
Required CAGR. L'altra faccia della stessa domanda: il rendimento che servirebbe per centrare l'obiettivo entro la tua data, dato il capitale di oggi e i versamenti in programma. In termini reali e nominali; la formula è quella della sezione 01, applicata al tuo calendario di versamenti.
Capitale già versato. Per i piani a capitale o a fasi la proiezione conta solo il capitale ancora da distribuire: quello che hai già versato è già nel valore attuale del portafoglio, quindi non viene contato due volte. E se sei già nella Fase 2 di un piano a fasi, la distribuzione iniziale è conclusa e si proietta solo la rata di regime.
Una linea sola nasconde l'incertezza. Il metodo Monte Carlo prova 10.000 scenari di andamento del portafoglio, mese per mese, riusando il tuo calendario di versamenti reale e lavorando in termini reali(a potere d'acquisto di oggi). Per costruzione è ancorato alla proiezione deterministica: con un rendimento costante i 10.000 scenari collassano esattamente su quella linea.
Cosa restituisce. La probabilità di raggiungere il traguardo entro la data; l'anno-indipendenza in versione ottimistica (10° percentile), mediana (50°) e prudente (90°); il ventaglio del patrimonio finale. Nel grafico la linea arancione è la mediana (lo scenario di mezzo) e la fascia blu è l'80% degli scenari — restano fuori il 10% più fortunato e il 10% più sfortunato.
Bootstrap (default). Ricampiona a caso i mesi che il tuo portafoglio ha davvero vissuto. Le correlazioni tra strumenti sono già implicite nei rendimenti del portafoglio, quindi non serve un modello di covarianza per-ETF — che su una storia breve sarebbe falsa precisione.
Parametrico. Estrae i rendimenti da una distribuzione (lognormale) calibrata su media e volatilità del tuo portafoglio. Utile come controprova: sui tuoi dati i due metodi tendono a concordare.
Glidepath. Se riduci l'azionario nel tempo, lo scenario lo riflette: calano sia la volatilità sia il rendimento atteso. De-rischiare non significa lo stesso rendimento con meno rischio.
I rendimenti reali su cui si basa la simulazione sono deflazionati sull'inflazione realizzata nel tuo periodo di storia. Se quel periodo ha avuto un'inflazione anomala, proiettarla tale e quale nel futuro distorcerebbe le probabilità. Per questo Rebalix ri-basa i rendimenti reali alla media storica lunga del tuo paese (default neutro, da tutto l'archivio inflazione), con la possibilità di modificare a mano l'ipotesi. Tutto il resto resta in termini reali. La stessa media storica lunga è l'unica ipotesi d'inflazione che Rebalix usa guardando avanti: oltre al Monte Carlo, converte il Required CAGR da reale a nominale e guida l'adeguamento dei versamenti all'inflazione(inclusa la rata di Fase 2 dei piani a fasi) — così non ci sono due numeri d'inflazione diversi per lo stesso futuro.
Il bootstrap si appoggia alla tua storia reale, che spesso copre un solo regime di mercato: leggi le probabilità come ordine di grandezza, non come numeri esatti. La proiezione è un'analisi di scenario, non una previsione né una garanzia di rendimento, e non costituisce consulenza finanziaria: i rendimenti reali futuri possono differire, anche molto, da quelli simulati.
La frontiera efficiente (Markowitz, 1952) mostra, usando solo i fondi che possiedi e il loro comportamento passato, il rischio/rendimento di tutte le combinazioni possibili — e dove ci si colloca il tuo portafoglio. È un'analisi descrittiva del passato, non un ottimizzatore che ti dice cosa adottare.
Input. I rendimenti mensili dei tuoi fondi, sui mesi in comune a tutti (minimo 36; sotto è troppo instabile). Da lì ricaviamo rendimento atteso, volatilità e la matrice di covarianza, tutto annualizzato.
Curva. Campioniamo un ampio numero di combinazioni di pesi (long-only) e ne calcoliamo rischio e rendimento; la frontiera è il loro bordo concavo superiore — le combinazioni «migliori». Sul grafico mostriamo il tuo portafoglio, i singoli fondi e i punti di riferimento.
L'ottimizzazione media-varianza sui dati storici è notoriamente fragile — in gergo un «error maximizer»: i rendimenti attesi stimati sul passato sono rumorosi, e basta poco a far ballare l'allocazione «ottima». Per questo non usiamo le stime grezze:
Covarianza — Ledoit-Wolf. Shrinkage verso un target a correlazione costante: le correlazioni rumorose vengono «tirate» verso la media, ottenendo una matrice stabile anche con poche osservazioni (le volatilità dei singoli restano quelle reali).
Rendimenti attesi — James-Stein. Vengono tirati verso la media generale, riducendo l'effetto degli estremi storici.
Rischio minimo. La combinazione a minima varianza.
Pari rischio (risk-parity). Ogni fondo contribuisce la stessa quota di rischio. È robusto perché non dipende dal prevedere i rendimenti — la parte più fragile.
Abbiamo toltodi proposito il «rendimento massimo»: coincide quasi sempre col 100% del fondo andato meglio in passato — l'esempio da manuale dell'artefatto da evitare.
È una lettura del passato e dipende dal periodo (specie sul lato rendimento). È calcolata sui tuoi fondi specifici e su uno storico spesso corto (minimo 36 mesi; sotto i 5 anni lo segnaliamo). Resta descrittiva, non un consiglio: ti mostra dove sei, non cosa comprare. Un «risultato efficiente» in senso forte richiederebbe rendimenti attesi forward e blocchi per asset class — è nella nostra roadmap.
L'onestà metodologica include dire cosa non è in scope.
XIRR, TWR, drawdown, Sharpe, Sortino, Required CAGR Inflation Adjusted: tutto calcolato in tempo reale sul tuo portfolio, ribilanciato con le tue regole.
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